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Editoriale: adesso bisognerà accontentarsi dei playoff?

di Matteo Paniccia
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Due minuti, centoventi secondi. Tanto è bastato al Frosinone di Alessandro Nesta per rimediare un’altra, ennesima sconfitta. Solo che questa volta, a differenza delle altre, fa molto male. Passi la sconfitta casalinga pre-Covid contro il Cittadella, il pareggio a Trapani alla ripresa di campionato, e ad essere fin troppo gentili, anche la sconfitta per due a zero contro il Cittadella; ma quella di ieri sera no, proprio non si può perdonare. Il Frosinone era obbligato a vincere, sia per una questione di classifica, che ora si fa sempre più difficile, che morale, per una squadra che non porta a casa i tre punti da davvero troppo tempo. E che risultati alla mano, forse si dovrà accontentare dei playoff.

La partita

“L’episodio del primo goal ha cambiato la partita”. È stato questo il commento del tecnico canarino nell’intervista post-partita di un match che in realtà non è stato proprio così equilibrato. Nonostante le due squadre siano arrivate all’intervallo sul risultato di parità, quanto mostrato nei primi quarantacinque minuti non lasciava certo ben sperare, e infatti ecco che nel secondo tempo il Frosinone capitombola. I padroni di casa tornano in campo con un piglio diverso, e dopo aver passato il primo tempo a prendere le misure della difesa avversaria, iniziano a far breccia con Djorjevic che fa a sportellate con tutti, Giaccherini che crea con molta più facilità, e Vignato che spesso viene lasciato libero. Dall’altra parte invece, il Frosinone rimane inerme, passivo. Cerca di mettere una pezza su ogni tentativo degli avversari, ma senza rispondere al fuoco nemico. Ed è forse questa la nota più brutta della squadra di Nesta. Il Chievo Verona ha sicuramente disputato una partita migliore, più attenta e soprattutto cinica, ma non è di certo apparsa come una corazzata impenetrabile. Novakovich e Dionisi hanno girato a vuoto per gran parte del match, e i due goal in due minuti hanno servito la mazzata finale ad una squadra che sembrava non aspettare nient’altro che questo.

Accontentarsi dei playoff

È proprio guardando la classifica che si inizia ad intuire che questa squadra dovrà fare i conti con una situazione quasi irrecuperabile. Da adesso in poi infatti, se si vuole davvero perseguire l’obiettivo del secondo posto, ci sarà da vincerle tutte. Auspicio che a giudicare dal gioco espresso nelle ultime tre uscite, potremmo facilmente catalogare come pura utopia. Alessandro Nesta dovrà quindi accontentarsi dei playoff – ammesso che rimanga sulla panchina del Frosinone fino alla fine – e iniziare a costruire “una nuova squadra”. Perché questa, basata sul 3-5-2 e il pressing forzato, ha da tempo fatto il suo corso. La matematica d’altronde, è ancora dalla nostra parte, ma se nei prossimi impegni (a partire da venerdì contro la Spezia) non si tornerà a remare tutti nella stessa direzione, forse si perderà anche quella. E allora sì, che si potrà parlare di fallimento, e anche di possibili dimissioni.

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