Frosinone, il bilancio del sondaggio lanciato dal Presidente Stirpe

di Stefano Martini
Fonte: Frosinone Calcio
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Una diretta social di 44’ unica nel suo genere. Perché ad interagire con i tifosi c’è un presidente di in Club di calcio che da 16 anni mette la faccia su ogni azione quotidiana. Personale e dell’intero corpo dirigenziale della Società che rappresenta. Il Club è il Frosinone Calcio, il presidente è Maurizio Stirpe. Il risultato finale dimostrato dalle centinaia di visualizzazioni live sui canali social, un picco di 220-250 persone che si sono collegate live nello stesso momento, circa 1.300 tifosi che hanno risposto alle domande del sondaggio pubblicato sul sito internet del Frosinone Calcio, aggiungendo anche le loro idee a proposito. 12.474 persone raggiunte e oltre 5.000 visualizzazioni in nemmeno 2 ore. Un boom! Una grande ribalta per la Società, per il presidente, per il Media Center giallazzurro che il massimo dirigente giallazzurro ha valorizzato con la sua presenza sempre attiva e fattiva.

Il prologo dell’intervista tenuta dal collega Massimiliano Martino, ampio ed articolato ma snello, è stato rappresentato dal commento di Stirpe ai risultati del sondaggio. Uno schermo alle spalle del presidente presentava il dato complessivo sulle sei domande poste ai tifosi sui 16 anni di gestione-Stirpe: largamente buono, con picchi di giudizio ottimo e sufficiente. In minima parte scarso e insufficiente.

Presidente, 16 anni di sua gestione. Abbiamo chiesto un confronto con i tifosi, ci sono arrivate le risposte finali. La prima schermata è riferita al totale del sondaggio, ampiamente positivo. 

«Prima di dare un commento sugli esiti del sondaggio, vorrei spiegare le motivazioni. Perché dopo tanto tempo, a prescindere dal fatto che uno le idee chiare le ha sempre, è giusto anche confrontarsi al termine di un ciclo per capire il punto dove siamo e dove dobbiamo arrivare. Perché la sempre maggiore condivisione di obiettivi, ci permette di mettere in campo una strumentazione adeguata che ci dà la possibilità di raggiungerli con entusiasmo, azioni e passione. Quindi ho voluto fare questo sondaggio, indetto in tempi non sospetti, a prescindere dal momento sportivo. Perché ci sono delle fasi nella vita di un club che debbono essere affrontate esulando da quello che sono certi aspetti. In sostanza questo sondaggio lo avremmo fatto anche se il Frosinone si fosse trovato a navigare in altre acque. Commentare 16 anni di gestione non è semplice per chi li ha vissuti come me. Ma bisogna fare una considerazione: ricordarci il punto di partenza. Il percorso che è stato fatto, i valori che siamo stati in grado di esprimere, ricordare l’energia, l’approdo di tutti questi sforzi e sacrifici. Frosinone è una realtà che vive di luce propria nel mondo professionistico che conta, non ha bisogno di eroi per realizzare il suo progetto. E questo per me è motivo di orgoglio, al quale i tifosi debbono prestare un’attenta considerazione. Vedere alla fine che, sommando le percentuali, più dell’80% si definisce da moderatamente soddisfatto a molto soddisfatto per me è motivo di orgoglio ed è una spinta per dire ‘proviamo a fare un ulteriore percorso di crescita insieme’».

Il presidente Stirpe ha quindi analizzato i singoli punti evidenziati sul sondaggio partito lo scorso 9 aprile e terminato proprio ieri.

Infrastrutture (risultato positivo pari al 99%, con un picco massimo di ottimo pari al 75% e buono pari al 20,4%): «E’ evidente che mi aspettavo questo risultato anche con questa ampiezza di percentuali. L’opera comunque non è stata ancora ultimata. Ci sono dei passaggi da compiere, espressi nel convegno del 12 aprile scorso: l’apertura del RistoPub, del Frosinone Village, alla dotazione servizi nel perimetro dello Stadio per tutte le persone che gravitano attorno all’anello e svolgono attività fisica. Quell’impegno rimane, come rimane intatta, se troveremo le condizioni giuste col Comune anche se non dipendono da no, la volontà di provvedere alla ristrutturazione dell’anello per farne un’area attrezzata. Poi c’è l’aspetto della decorazione dell’esterno, legata alla sistemazione di asfalto e marciapiedi. Quindi la strada di tifosi ospiti. E un’opera da completare in diversi suoi aspetti. Ho visto che qualcuno ci suggerisce punti ristoro, tornelli: dovete tener conto che la capienza all’interno delle tribune è ben predefinita, non ci sono spazi aggiuntivi. Inoltre ci siamo limitati a rispettare un progetto condiviso col Comune. L’ultima cosa che proveremo a fare sulle infrastrutture è la dotazione in autonomia dell’energia».

Progetti (tra ottimo, buono e sufficiente il 91,1%, scarso-insufficiente per l’8,9%): «Anche qui abbiamo provato a seguire un filone: infrastrutture, lo sviluppo dei settori giovanili e lo sviluppo dell’identità del club. Non dimenticherei al capitolo infrastrutture il completamento del Centro Sportivo di Ferentino che quando verrà completato, partiranno a tal proposito a giorni le trattative per l’acquisto del terreno adiacente al campo in erba, ci permetterà di spostarvi l’intera Area tecnica. Un progetto non meno importante. Il Settore Giovanile rimane perno centrale. La nostra filosofia resta quella di valorizzare quello che siamo capaci di saper proporre. E quindi la parte identitaria: progetto Experience partito lo scorso anno che sta dimostrando valenza e potenzialità. Secondo me sarà integrato in futuro per tener conto delle nuove esigenze legate ad altri aspetti per cercare di integrare sempre di più i tifosi alle sorti del Club. Ma quella è la strada che seguiremo».

Comunicazione (positiva per il 90,8%, scarsa-insufficiente per il 9,2%): «Ritengo che la Comunicazione sia un progetto in fieri. Due anni fa nessuno credeva che si potesse fare qualcosa di meglio e invece ci siamo realizzati anche la nostra piattaforma. Interagiamo bene con il mondo della Comunicazione che ci circonda, siamo capaci di gestire in modo diretto certi aspetti della Comunicazione stessa. La nota di soddisfazione è che è stato tutto realizzato attraverso persone che avevano studiato il caso-Frosinone e poi lo hanno messo in pratica nel Frosinone. Il fatto di utilizzare i nostri giovani per promuovere questo tipo di attività, farvi essere parte del destino del Club è motivo di grandissima soddisfazione. Questo è veramente un asset che la società non vorrà mai perdere nel futuro».

Marketing (positivo per l’87,9%, scarso-insufficiente per il 12,1%): «Area Marketing positiva, le iniziative che porremo in essere negli anni a venire vanno verso una maggiore fidelizzazione del mondo che ci circonda e che ci dà una mano anche a sviluppare dei budget che siano in linea con le aspettative finanziarie e che rappresentino una costola in più per provare ad alzare l’asticella e la valenza del progetto. Ringrazio tutti gli sponsor che ci sono vicini quotidianamente e che ci hanno fatto crescere molto. Ritengo che con loro dobbiamo mettere a regime una serie di strumenti che vanno verso il processo di maggiore integrazione. Il concetto: squadra e società a disposizione di chi la sostiene. Quindi come è a disposizione dei tifosi a maggior ragione lo deve essere con chi investe dei soldi».

Settore giovanile (positivo per l’85% totale, scarso-insufficiente per il 15%): «Nel corso degli anni abbiamo fatto passi da gigante. Sedici anni fa la parola Settore Giovanile era sconosciuta. Io ritengo che sia importante. Ma svilupperemo anche il modello del calcio femminile, non solo perché ce lo dice la Federazione ma perché penso che debba essere una risposta adeguata a chi vuole fare pratica sportiva. Proprio due giorni fa con l’Abbazia abbiamo prolungato di due anni l’accordo che abbiamo già, per fare in modo che i giovani che non sono residenti sul territorio possano stare lì in un ambiente protetto. Altra iniziativa che stiamo facendo è di farci carico di una parte della retta per tutti i ragazzi che vogliono accedere alle piattaforme presenti all’interno dell’Abbazia».

Risultato sportivo (ottimo-buono per il 43,6% e 20,7% sufficiente, scarso e insufficiente per il 35,7%): «E’ evidente che non può vederci soddisfatti. Ma io ritengo che sono i punti di partenza che bisogna valutare, lo voglio ribadire perché abbiamo provato più volte a farlo. Abbiamo sfruttato la prima promozione in serie A e il paracadute per realizzare la base infrastrutturale minima senza la quale anche se ci fossimo salvati la prima volta non avremmo potuto giocare il campionato a Frosinone. Spesso i media e la gente lo dimentica. La realizzazione non è stata una facoltà o un atto di filantropia ma una scelta necessaria. Questo deve tener conto che è andato di pari passo col processo della costruzione della squadra che poi nei due anni successivi ha sfiorato la promozione per un gol e poi è salita in A. Naturalmente la promozione ci ha rubato energie, se fossimo stati promossi avremmo avuto un mese in più a disposizione. Ma il dispendio di energie nei playoff è stato esorbitante. Gli impegni presi in Canada non potevano essere annullati, ritengo invece che la cosa che abbiamo scontato di più sono i cambi che abbiamo fatto nell’organico. Ma ricordate che noi cambiavamo dei giocatori che non giocavano nemmeno in B. Abbiamo sbagliato delle scelte ma è giusto che anche calciatori se ne assumano le loro responsabilità. Dissi che erano solo le mie ma fu una bugia: vanno suddivise tra gli attori dello spettacolo in maniera equa. Guardate poi i punti: 8 giornate, 1 punto, nelle successive 24 abbiamo ottenuto 22 punti. Se non avessimo avuto questo ritardo di preparazione e condizione ora saremmo a lottare per la permanenza in A. Noi adesso abbiamo il dovere di crederci per non fare il compitino, dobbiamo scendere sempre in campo per provare a giocaci le chance. Se non saremo stati bravi, dovremo farci trovare pronti per la prossima stagione fatta da protagonisti».

Biglietteria (ottimo e buono per il 22.1%, sufficiente per il 36,8%, scarso-insufficiente per il 41,1%): «Un aspetto che ho guardato attentamente, le risposte mi hanno incuriosito. Il prossimo anno ci presenteremo con un progetto nuovo e diverso. Chiedo scusa, non c’è stata nessun tipo di volontarietà ma bisogna ricreare un progetto valido».


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